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Quando sono nata io, la guerra era finita da dodici anni. Sono quelli che oggi ci separano dalla fine della guerra fredda. Stanno nascendo milioni di persone che non avranno mai la minima idea di come fosse la realt in cui sono cresciuta io. la realt dei "due blocchi". Mentre io crescevo nella realt dei "due blocchi", la memoria collettiva della seconda guerra mondiale era quotidianamente nutrita dalle famiglie e dai media. Quella della "grande guerra", la prima guerra mondiale, invece sprofondava nella retorica pi nauseante. Eppure, fu quella guerra a segnare il passaggio alla "modernit", l'era della supremazia tecnologica. Quando sono nata io quella guerra era finita da trent'anni, quelli che oggi ci separano dal celebre '68. Tutti quei milioni di persone che stanno nascendo adesso non avranno idea ne della prima ne della seconda guerra, oltre che della guerra fredda, perch oggi in atto una sistematica politica della disinformazione, che contagia anche le famiglie e i singoli individui. Volevo scrivere un interminabile libro di ricordi, una "autobiografia e Storia" dettagliata e sensibile, sulla falsariga della trilogia di Han Suyin, dal titolo: L 'albero ferito..., che fece dichiarare a Bertrand Russel. ho capito di pi sulla Cina leggendo L 'Albero ferito, che se vi avessi trascorso un anno intero . Han Suyin nota al grande pubblico per la versione cinematografica, degli anni '50, del suo romanzo L 'amore una cosa meravigliosa, mentre per la sua vasta opera di storica e biografa (le si deve tra l'altro una splendida biografia di Mao tse-tung), Han Suyin praticamente sconosciuta. la mia "autobiografia e Storia" sarebbe straziante e polemica, come il mio spirito. Perch ci che manca oggi all'informazione, Ci che la configura nel Suo contrario, l'assoluta mancanza di soggettivit (oltre all'assoluta mancanza di obbiettivit). e perci il pi piatto e tendenzioso conformismo. Ma io non sono una scrittrice e il mio mezzo la pittura, e per ci questo lavoro si intitola: Storia sensibile. le immagini sono simboli della realt L'occhio filtra il mondo, traducendolo in simboli. Certi simboli vengono unanimemente accettati, tale il loro potere, ma come racconta bene la favola, gli occhj innocenti di un bambino credettero alla realt soggettiva e videro il Re completamente nudo, mentre tutto il popolo lo acclamava durante la parata, ammirando il suo bel mantello di ermellino. Nessuna osservazione pu prescindere dal soggetto, nessun oggetto pu essere descritto ignorando la relazione che lo lega al soggetto descrivente. Ogni immagine dipinta nel mio rotolo (un rotolo di pellicola, un libro antico ) non in relazione con le altre immagini, ma lo con me che le ho scelte. Qui sta il senso della successione delle immagini. Ogni immagine ha un nome proprio, Quello dell'oggetto ritratto, ma anche un simbolo, come lo -appunto -il bambino dell'innocenza, come lo sono le carte di un mazzo di tarocchi. Alcune immagini hanno pi "corpo" di altre, o pi "voce", alcuni simboli sono pi potenti. Alcuni simboli sono stati pi potenti durante gli anni nei quali ho vissuto finora. Altre persone potranno riconoscere la Storia degli anni vissuti da loro o segmenti della loro storia. Nella comunanza dei simboli si pu riconoscere una somiglianza, e una fratellanza, Qualcosa di molto concreto, e di non razionale.
Barbara Tutino
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