ELI, ELI, LAMA SABACTANI

Dio mio, Padre mio, perche abbandoni ?

di Antonio Miredi

Il cristianesimo ha prodigiosamente arricchito il simbolismo della croce condensando in questa immagine tutta la storia della salvezza e della passione del Cristo. Il lamento finale di Ges sulla croce non lo sconforto assoluto della solitudine senza speranza bens l' estrema sofferenza di una passione amorosa che si affida al Disegno Divino.Del resto le parole, come i simboli, conservano sempre l'ambiguit della loro ricchezza polisemica: abbandono pu significare tanto l' allontanamento quanto l' assoluta partecipazione. L'abbandonarsi a un abbraccio pu rivelare cos l'ombra di una croce... Al mistero del simbolo, l' artista Barbara Tutino continua ad affidare i suoi segni e i suoi colori che valgono come gesti, tracce, messaggi, segnali. ..tanto che si pu parlare di una vera liturgia per immagini. Una liturgia laica e religiosa nello stesso tempo perch tesa nella consapevolezza che i significati della vita e della morte hanno bisogno di una rappresentazione totale e non divisa. E in questa visione di comunione tra interno ed esterno, luce ed ombra, verticalit e orizzontalit, carne e spirito, si cela la volont di una perfezione che tocca oltre la quotidianit della vita la stessa pratica dell' arte. Dunque il Simbolo, nel significato di oggetto diviso che anela ad essere ricongiunto. La forza immaginativa ed energetica del simbolo ha dato scena e dinamismo, ancorando l' artista alla realt, fin dall' esordio e poi per tutto l'arco del dignitoso percorso creativo della Tutino. Pittura reale la sua ma non naturalistica, archetipica ma non simbolista.Il suo narrare, attraverso le immagini, non nasce infatti da un astratto intellettualismo, e nemmeno da una immaginaria affabulazione ma dall' irruenza di una realt che porta con se indignazione. la realt che chiama sempre! Non tutti sanno (o vogliono) rispondere, e in modo adeguato, cio coerente. un esercizio fatto di umilt e di orgoglio, di pazienza e di grazia. Cos come il simbolo interroga e confonde, cela e rivela... Ha senso continuare a fare dell'arte se il marchio di Caino non si interroga pi e non decifra il mistero della vita e della morte? Ci pu essere spazio all'indifferenza di fronte all'orrore? Il crocifisso ogni uomo lasciato e fatto uccidere, e dalle mani di un altro uomo. Lo scandalo della croce soprattutto questo. L'arte cos strategicamente attenta a creare ad arte scandalo non sembra pi guardare la realt e il simbolo come un tutt'uno. La croce permette allora a Barbara Tutino una riflessione non scontata sull'arte e sulla societ. Diretta verso i quattro punti cardinali, essa alla base anche dei simboli dell'orientamento, ai diversi livelli dell'esistenza umana. La concordanza dei due orientamenti, animale e spaziale, terreno e celeste, realizza quell'unione tra immanenza e trascendenza che l'arte pu vivere come funzione di sintesi e di equilibrio. Da qui la scelta da parte dell' artista di quei materiali tante volte definiti "poveri" ma che si rivelano colmi di una ricchezza semantica epifanica quando vengono finalmente visti oltre il loro utilizzo immediato. Olio, sabbia (e sabbia vulcanica, materia magmatica), sale... sono elementi immediati e mediati. La croce resta il simbolo - immagine in cui l'immediatezza -mediazione trionfa, dal basso in alto e dell' alto in basso. La scelta operata appunto dall' artista con le sue tavole che oltre la dinamicit rotatoria tipica della croce -nata prima ancora del Cristianesimo come immagine della divinit solare, una danza della ruota di fuoco -esprime l'umanissima e spirituale prospettiva verticale come "occhio" privilegiato pronto a posarsi ed abbracciare l' orizzontalit terrena vilipesa.Barbara Tutino si ispirata alle immagini reali della storia nel suo essere soprattutto cronaca e cronaca violenta, ma questa storia non ha ucciso del tutto il grido, anche quando resta silenzioso, e non riuscita nemmeno a cancellare la memoria di una civilt. Nella memoria della civilt la tradizione dell'arte riaffiora come citazione: le tavole dell' artista sono pertanto stazioni fedeli di un cammino camminato, di un sogno sognato. L'atto umanissimo della Madonna che sculaccia il Bambino lo stesso gesto da Giudizio Universale che la mano michelangiolesca ha colto nell' atto della Creazione del Salvatore. Un gesto che coglie il mistero di un abbandono che un abbandonarsi alla Pietas .

Torino, febbraio 2003