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DELL' ANIMA E DEL CORPO DELLE STATUE
di Antonio Miredi
"Credo semplicemente che in ogni creatura vivente, come in ogni oggetto, alberghi in realt un'anima E che vi sia corrispondenza tra le anime
Barbara Tutino
Barbara Tutino artista del viaggio. Una delle forme pi emozionanti della dimensione del viaggio quella del racconto. Un racconto sempre un atto d'amore perch nasce e si sviluppa attorno alla disponibilit dell'ascolto e, quindi, di un incontro. Tutte le religioni sono nate da un medesimo nucleo "mitologico" (mito significa infatti racconto), il quale narra un processo di iniziazione (ancora una volta un viaggio). Un passaggio dall'ombra alla luce, lo smarrimento e la fede. La religione un ponte, un'alleanza tra il mondo del visibile e quello dell'invisibile, una prova tra l'angoscia della realt e la speranza dell'ignoto. L'arte partecipa di questo universo religioso perch conosce la stessa vertigine del rischio, lo stesso mistero di un atto d'amore, lo stesso incanto di uno stato di grazia. Naturalmente c' arte ed arte, come c' religione e religione. Un'arte e una religione, per esempio, che hanno smarrito il rischio della prova, l'incognita del viaggio, la vulnerabilit della ricerca, per ritrovare nel potere di un mercato o di un dogma, la sicurezza della scelta. Ed l'arte che ripete la sua formula furba o la religione che recita il suo rito senza passione. Sulla soglia di un fine secolo che anche un nuovo millennio, l'antico artificio di disegnare sulle pareti di una caverna una immagine da "catturare", ancora presente nelle forme contemporanee dell'arte in cui per l'appunto, la pittura conserva il suo valore magico-sacrale. Tutto il percorso pittorico di Barbara Tutino rimasto fedele al principio di un'arte che non si venduta al mercato o alla compiacenza intellettuale o al gusto del collezionismo commerciale. La sua intatta coerenza si sposata a cicli di narrazioni vissuti fino nelle viscere, con anima e corpo, attraverso un viaggio ora mentale e interiore, ora fisico e geografico. Se vero che ognuno di noi porta una parte di racconto di destino nel proprio nome, Barbara artista "selvaggia", che non pu rimuovere le antiche maschere, gli amuleti, i feticci che si celano sotto la rassicurante iconografia contemporanea. Ne fede l'ultima parabola della sua avventura artistica: la Santeria, un viaggio nel sincretismo religioso, tra antiche divinit pagane e tribali e la lunga galleria di santi cristiani. Ci sono sorprendenti analogie che l'artista riesce a cogliere e rappresentare, persino attraverso una "simpatia" inconsapevole.
"Nell'universo esiste un unico tempio, dice il pio Novalis, ed il corpo umano Nessuna cosa pi sacra de/le sue forme sublimi. Noi tocchiamo il cielo quando posiamo la nostra mano sul corpo umano Thomas Carlyle
Le statue rivelano na loro verit fatta di sangue e di nervi, di corpo e di anima, di passione e sofferenza. Chiss quante mani devote si sono posate sulle statue dei santi, quante braccia si sono protese, separate da una grata o un piedistallo, per invocare una grazia e chiedere una benedizione. Le statue si animano se solo collocate in un loro spazio, in un loro rito. A Barbara Tutino non interessava la innocua fede verso le statue ridotte a semplici santini, di una statua occorreva scoprire le origini, i simboli, i legami, le affinit, le curiosit e le sorprese. La sua pittura ha dimostrato cos di poter condividere la vocazione di una apparente separazione dal mondo (la grata, il tabernacolo, l'edicola, l'altare ...) e vestire un suo spazio povero come quella carta vetrata che Barbara sembra aver eletto a tela privilegiata. Un'elezione in cui ancora possibile non rimanere indifferenti e farsi sorprendere dalla bellezza dell'amore. Un modo diverso per dire la grazia.
Torino, marzo 1998
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